ISTITUTO SALUTE
  • Home
  • Blog
  • Home
  • Blog

Eritrasma: Cos’è, Dove si Sviluppa e Cura

Eritrasma

Indice

Toggle
  • Eritrasma: che cos’è e caratteristiche principali
  • Quali sono le cause e i sintomi più comuni dell’eritrasma?
  • Come si diagnostica l’eritrasma e in quali zone del corpo compare?
  • Eritrasma: fattori di rischio, possibili complicanze e prognosi

Eritrasma: che cos’è e caratteristiche principali

 

Se ti sei mai chiesto che cos’è l’eritrasma o hai notato delle strane macchie rossastre nelle pieghe della pelle, potresti aver incontrato questo disturbo — piuttosto comune, ma spesso trascurato. L’eritrasma è una condizione cutanea che può confondere anche i più esperti, per la somiglianza con altre affezioni dermatologiche.

Una definizione semplice (ma non banale)

L’eritrasma è una infezione batterica della pelle, superficiale ma fastidiosa, causata dal batterio Corynebacterium minutissimum. Si manifesta in aree del corpo umide e soggette a sfregamento. Non è una condizione grave, certo, ma può peggiorare se ignorata. Parliamo di una dermatite superficiale che, nonostante il nome poco noto, è piuttosto frequente in ambienti caldi, umidi o in persone che sudano molto.

Detto in altre parole: è un’infezione che colpisce la pelle, ma solo in superficie. Eppure, per chi ne soffre, può diventare un problema ricorrente. La buona notizia? Si può diagnosticare facilmente e curare con altrettanta semplicità — se sai come farlo.

Le caratteristiche dell’eritrasma: com’è fatto davvero

Quando si parla di che cos’è l’eritrasma e caratteristiche, il punto è questo: le lesioni hanno un aspetto piuttosto definito. Appaiono come macchie rossastre o marroncine, ben delimitate, che con il tempo possono assumere un tono più scuro. A volte sembrano quasi “sporcature” della pelle.

La superficie è liscia, lievemente desquamata. In alcuni casi — ma non sempre — si può avvertire un leggero prurito, o una sensazione di calore locale. Ma attenzione: il vero problema è che assomiglia molto ad altre affezioni cutanee come la micosi inguinale, l’intertrigine o persino la candidosi cutanea.

Dove colpisce e perché

Le zone più colpite sono sempre le stesse: inguine, ascelle, pieghe sotto il seno, spazi tra le dita dei piedi, pieghe addominali — soprattutto in soggetti sovrappeso. L’ambiente caldo-umido, unito allo sfregamento costante, favorisce la proliferazione del batterio.

Curiosamente, il batterio responsabile dell’eritrasma è presente anche nella pelle sana. È parte della nostra flora cutanea. Ma quando le condizioni cambiano (troppa umidità, sudorazione elevata, igiene carente o sistema immunitario debole), può trasformarsi da innocuo a patogeno.

Le vere cause dell’eritrasma

Tra i fattori scatenanti, ne troviamo alcuni più noti, altri un po’ più insidiosi:

  • Sudorazione eccessiva (iperidrosi, soprattutto in estate)

  • Indumenti sintetici o troppo aderenti

  • Igiene scarsa o inadeguata (non solo mancanza di pulizia, ma anche lavaggi eccessivi con saponi aggressivi)

  • Obesità e presenza di pieghe profonde

  • Patologie come il diabete mellito, che alterano la risposta immunitaria

È evidente, quindi, che si tratta di un’infezione favorita da un mix di fattori — interni ed esterni.

Diagnosi: come riconoscerlo (senza sbagliarsi)

Il dermatologo esperto può riconoscere l’eritrasma a colpo d’occhio. Tuttavia, per confermare la diagnosi, si utilizza spesso la luce di Wood: un particolare strumento che emette raggi UV. In presenza di eritrasma, le lesioni assumono un inconfondibile bagliore rosso-corallo.

In alternativa, si può eseguire un tampone cutaneo o un esame colturale per isolare il batterio. In certi casi, può essere utile anche una colorazione di Gram, utile a distinguere le infezioni batteriche dalle micosi.

È contagioso? Una domanda legittima

Tecnicamente, sì: l’eritrasma è contagioso — ma solo in certe condizioni. Può essere trasmesso per contatto diretto o attraverso oggetti contaminati, come asciugamani, lenzuola, biancheria intima. Tuttavia, non ha lo stesso livello di contagiosità delle micosi o delle verruche.

Il rischio maggiore di trasmissione si registra in ambienti umidi condivisi, come spogliatoi o piscine, e tra conviventi se si condividono capi o superfici.

Le complicazioni? Rare, ma possibili

Nella maggior parte dei casi, l’eritrasma è innocuo. Tuttavia, se trascurato, può causare fastidi persistenti o diventare cronico. Le possibili complicanze includono:

  • Estensione delle lesioni ad altre zone del corpo

  • Sovrainfezioni batteriche (soprattutto in caso di grattamento)

  • Cracking e fissurazioni cutanee

Nei soggetti diabetici o immunodepressi, poi, il quadro clinico può diventare più difficile da gestire.

Trattamento dell’eritrasma: cosa funziona davvero

La cura dell’eritrasma è, per fortuna, molto efficace — a patto che venga fatta nel modo giusto. Nelle forme lievi, si può intervenire con terapie topiche:

  • Creme antibiotiche, solitamente a base di eritromicina o clindamicina

  • Saponi antibatterici, da usare quotidianamente (ottimi quelli a base di clorexidina)

  • Trattamenti cheratolitici (per favorire il rinnovamento cellulare)

Quando le lesioni sono estese o recidivanti, si passa a una terapia sistemica con antibiotici orali. In genere si usano macrolidi, come eritromicina o claritromicina, per 7–10 giorni.

Rimedi naturali? Esistono, ma…

C’è chi consiglia rimedi naturali come oli essenziali (tea tree oil, olio di neem) o bagni con bicarbonato. Sebbene abbiano effetti antibatterici lievi, non possono sostituire una terapia medica completa — ma possono affiancarla, se approvati dal medico.

Prevenzione: meglio prevenire che curare

Vuoi evitare l’eritrasma? La chiave è la prevenzione. Ecco le regole d’oro:

  • Mantieni la pelle pulita e asciutta

  • Usa biancheria in cotone traspirante

  • Asciuga bene le pieghe cutanee dopo la doccia

  • Cambia spesso gli indumenti intimi

  • Controlla la glicemia, se sei diabetico

Soprattutto d’estate o in viaggio, può essere utile portare con sé un sapone antibatterico delicato e un piccolo asciugamano in microfibra per asciugarsi subito dopo lo sport o il bagno.

Quali sono le cause e i sintomi più comuni dell’eritrasma?

Hai mai notato una macchia rossastra nelle pieghe della pelle e pensato che fosse una micosi? Potrebbe non esserlo. Potrebbe trattarsi di eritrasma — un’infezione batterica poco conosciuta, ma più comune di quanto si creda. In questa guida ti spiegherò nel dettaglio quali sono le cause e i sintomi dell’eritrasma, come distinguerlo da altre patologie dermatologiche, e quando è il caso di preoccuparsi.

Sì, perché conoscere le cause scatenanti e le manifestazioni cliniche non è solo utile: è fondamentale per evitare diagnosi sbagliate, terapie inefficaci e fastidiose recidive.

Eritrasma: una definizione essenziale, senza giri di parole

L’eritrasma è una infezione batterica superficiale della pelle, causata da un microrganismo chiamato Corynebacterium minutissimum. Sembra difficile? In realtà, è un batterio normalmente presente sulla nostra pelle. Vive lì, in equilibrio, senza dare problemi — almeno finché qualcosa non rompe quell’equilibrio.

Quando questo accade, il batterio può iniziare a proliferare e causare lesioni ben definite, localizzate in zone umide e soggette a sfregamento. Inguine, ascelle, pieghe addominali, per esempio. Ecco perché è importante comprendere bene quali sono le cause e i sintomi dell’eritrasma, per non confonderlo con altre infezioni.

Cause dell’eritrasma: da cosa nasce veramente

Le cause dell’eritrasma sono multifattoriali. Non basta una singola condizione per scatenare l’infezione — è piuttosto una combinazione di elementi che favoriscono la crescita incontrollata del batterio.

Vediamole più da vicino.

Il fattore batterico (che c’è sempre)

Il principale responsabile è Corynebacterium minutissimum, un batterio gram-positivo presente nella flora cutanea. Vive tranquillamente sulla nostra pelle, ma — e questo è il punto chiave — può diventare patogeno in presenza di determinati fattori ambientali o fisiologici.

I fattori predisponenti

E qui entra in gioco lo stile di vita, le condizioni climatiche, e lo stato di salute generale. Tra le principali cause scatenanti dell’eritrasma troviamo:

  • Eccessiva sudorazione, nota anche come iperidrosi

  • Scarsa traspirazione cutanea, spesso causata da indumenti stretti o sintetici

  • Scarsa igiene personale (ma anche l’opposto: lavaggi troppo frequenti con prodotti aggressivi)

  • Obesità, che comporta pieghe cutanee profonde e persistenti

  • Clima caldo-umido, tipico delle stagioni estive o delle zone tropicali

  • Diabete mellito, per l’alterazione della barriera cutanea e delle difese immunitarie

  • Sistema immunitario compromesso, per patologie croniche o terapie farmacologiche

C’è poi un aspetto poco considerato ma importante: l’uso prolungato di antibiotici sistemici. Questi, alterando il microbiota cutaneo, possono favorire la proliferazione di batteri opportunisti come il Corynebacterium.

Sintomi dell’eritrasma: come riconoscerlo

Passiamo ora ai sintomi dell’eritrasma, ovvero le manifestazioni cliniche attraverso cui si presenta sulla pelle. Spoiler: non sono drammatici, ma proprio per questo spesso vengono ignorati o trattati in modo scorretto.

Lesioni tipiche (e molto riconoscibili)

Inizialmente, l’eritrasma si manifesta con piccole macchie rosate o bruno-rossastre, che tendono ad allargarsi lentamente. I margini sono netti, regolari, e la superficie è liscia o leggermente desquamata.

Con il tempo, queste macchie possono fondersi tra loro formando aree più estese, dal colore marrone-ramato.

Ma attenzione: non ci sono vescicole, né secrezioni. Questo lo distingue da molte micosi. E, nella maggior parte dei casi, il prurito è minimo o assente.

Dove si localizzano i sintomi dell’eritrasma?

Le zone più colpite coincidono con quelle in cui la pelle è più soggetta a:

  • Umidità

  • Calore

  • Sfregamento continuo

In particolare:

  • Inguine

  • Ascelle

  • Spazi interdigitali dei piedi (spesso confuso con il piede d’atleta)

  • Sotto il seno

  • Pieghe addominali o glutei

  • Zona perianale, nei casi più estesi

Una curiosità? L’eritrasma interdigitale è frequente anche nei soggetti magri, soprattutto se indossano scarpe strette e non traspiranti per molte ore al giorno.

Eritrasma: è contagioso?

Contagio dell'eritrasma

Domanda lecita. La risposta è: sì, ma in modo limitato. L’eritrasma può essere trasmesso tramite:

  • Contatto diretto (es. pelle a pelle)

  • Oggetti contaminati (come asciugamani, biancheria intima, superfici umide)

Tuttavia, la trasmissibilità è bassa. La vera differenza la fanno i fattori predisponenti: chi è già vulnerabile — per esempio soggetti obesi, diabetici o immunodepressi — ha più probabilità di sviluppare l’infezione.

Come si diagnostica l’eritrasma?

La diagnosi dell’eritrasma può essere clinica, basata sull’osservazione delle lesioni, oppure supportata da esami specifici.

Luce di Wood

Il metodo più semplice ed efficace. Sotto la luce di Wood (una lampada a raggi UV), l’eritrasma mostra una fluorescenza rosso-corallo, che lo distingue da micosi e altri disturbi simili.

Tampone cutaneo

Utile nei casi dubbi. Permette di isolare il batterio Corynebacterium minutissimum e confermare la diagnosi.

Esame colturale e colorazione di Gram

Approcci più approfonditi, impiegati soprattutto in pazienti immunocompromessi o in presenza di recidive.

Come si cura l’eritrasma?

Una volta individuate le cause e i sintomi dell’eritrasma, il trattamento può essere impostato in modo efficace.

Terapie topiche

Ideali per forme localizzate:

  • Antibiotici locali (eritromicina, clindamicina)

  • Saponi antibatterici con clorexidina o benzoil perossido

  • Polveri assorbenti, per ridurre l’umidità nelle pieghe

Terapie sistemiche

Quando l’infezione è estesa o recidivante:

  • Eritromicina orale

  • Claritromicina

  • Azitromicina, in monosomministrazione o per brevi cicli

Importante: il trattamento va seguito per l’intera durata prescritta, anche se i sintomi migliorano rapidamente.

Prevenzione: come evitare che l’eritrasma torni

Prevenire è meglio che curare — e nel caso dell’eritrasma, questa frase è più vera che mai. Ecco le buone abitudini da adottare:

  • Asciugare accuratamente le pieghe della pelle dopo doccia o sudorazione

  • Indossare biancheria in cotone, evitando materiali sintetici

  • Cambiare indumenti intimi e calze ogni giorno

  • Evitare l’uso eccessivo di deodoranti aggressivi

  • Mantenere sotto controllo peso e glicemia

  • Usare saponi delicati, meglio se antibatterici

Come si diagnostica l’eritrasma e in quali zone del corpo compare?

Quando si parla di eritrasma, spesso si pensa a una banale irritazione o a una forma lieve di dermatite. In realtà, si tratta di una vera e propria infezione batterica cutanea, superficiale ma subdola, che può facilmente essere confusa con altre condizioni dermatologiche. Per questo, comprendere a fondo la diagnosi dell’eritrasma e in quali zone del corpo compare è essenziale per evitare trattamenti sbagliati e prevenire recidive.

Questo articolo offre una panoramica completa, clinicamente accurata e aggiornata, utile sia per i pazienti che vogliono capire cosa sta accadendo alla loro pelle, sia per i professionisti sanitari che desiderano un riferimento sintetico ma autorevole.

Cos’è esattamente l’eritrasma?

Partiamo dalle basi. L’eritrasma è un’infezione provocata da Corynebacterium minutissimum, un batterio gram-positivo che vive normalmente sulla nostra pelle. In condizioni di equilibrio, non dà fastidio. Tuttavia, quando l’ambiente cutaneo cambia – magari a causa del sudore, del calore, o di una scarsa ventilazione della zona – il batterio prolifera e scatena l’infezione.

La pelle non si rompe, ma cambia aspetto. Le chiazze bruno-rossastre, tipiche dell’eritrasma, si diffondono lentamente e possono restare silenti per settimane. Non fanno male. Non prudono, o lo fanno appena. Ed è proprio questo il punto: non sembrano gravi, eppure vanno curate.

Diagnosi dell’eritrasma: riconoscerlo è il primo passo verso la guarigione

La diagnosi dell’eritrasma richiede un occhio clinico attento e strumenti specifici. Il rischio maggiore? Confonderlo con altre patologie cutanee come la tinea cruris, la candidosi intertriginosa, o la psoriasi inversa.

La buona notizia è che esistono tecniche molto efficaci per distinguerlo con chiarezza.

Valutazione visiva delle lesioni

Il primo strumento diagnostico, come spesso accade in dermatologia, è l’occhio. Un dermatologo esperto saprà già notare alcuni elementi caratteristici:

  • Chiazze marroni o ramate, dalla forma irregolare ma margini netti

  • Superficie asciutta, con desquamazione sottile

  • Prurito lieve o assente, al contrario delle micosi

  • Nessuna presenza di vescicole, croste o secrezioni

Queste lesioni compaiono con frequenza in aree particolarmente soggette a sudorazione o sfregamento, rendendo la localizzazione anatomica un ulteriore indizio utile.

Utilizzo della luce di Wood

L’esame con la lampada di Wood rappresenta il metodo più rapido, non invasivo e affidabile per confermare la diagnosi. Si tratta di una lampada a raggi ultravioletti che, illuminando la pelle, evidenzia eventuali anomalie cromatiche.

Nel caso dell’eritrasma, la lesione assume un’intensa fluorescenza rosso-corallo, quasi brillante. Questo segnale è considerato diagnosticamente specifico: nessun altro disturbo della pelle produce questa fluorescenza sotto la luce UV.

Tuttavia, è importante sapere che l’uso recente di saponi antibatterici, clorexidina o prodotti disinfettanti può ridurre la visibilità della fluorescenza. In quei casi, si rende necessario un esame più approfondito.

Tampone cutaneo e coltura batterica

Se permangono dubbi o si sospettano infezioni miste, il dermatologo potrà eseguire un tampone della cute. Il materiale prelevato verrà analizzato in laboratorio attraverso:

  • Esame colturale, per individuare la presenza di Corynebacterium minutissimum

  • Colorazione di Gram, per differenziare tra infezione batterica e fungina

Si tratta di un passaggio fondamentale in tutti quei casi in cui il quadro clinico non è perfettamente chiaro — come nelle persone immunodepresse, nei pazienti anziani o nei soggetti con recidive frequenti.

Le zone del corpo in cui compare più spesso l’eritrasma

Uno degli aspetti che più aiuta nella diagnosi dell’eritrasma è la sua localizzazione. Non si sviluppa ovunque, ma tende a comparire in punti ben precisi, dove l’umidità e il calore creano un ambiente ideale per il batterio. In queste zone del corpo, la pelle resta umida più a lungo, soprattutto in estate o in presenza di determinati fattori predisponenti.

Inguine

La forma inguinale dell’eritrasma è tra le più comuni. Le lesioni si sviluppano nelle pieghe inguinali, in corrispondenza dell’attaccatura delle cosce, e talvolta si estendono ai genitali esterni o alla zona perianale.

Le chiazze possono essere scambiate per una micosi inguinale, ma – lo ripetiamo – l’eritrasma non presenta rilievi o prurito intenso, e non si accompagna a vescicole o secrezioni.

Ascelle

L’eritrasma ascellare si manifesta in entrambe le ascelle o, talvolta, in una sola. Sudore abbondante, deodoranti irritanti e scarsa aerazione rendono questa zona vulnerabile. È comune negli sportivi, nei soggetti obesi e in chi lavora in ambienti caldi.

La pelle si presenta arrossata, con chiazze marroni o ruggine, poco sintomatiche. Se ignorate, le lesioni possono allargarsi o evolvere in infezioni secondarie.

Sottoseno

In particolare nelle donne con seno abbondante, l’eritrasma sottomammario è frequente. La zona sotto il seno resta spesso umida, compressa e poco ventilata, condizioni ideali per la proliferazione batterica.

Qui, più che altrove, l’eritrasma viene confuso con candidosi cutanea o dermatite da sfregamento, portando spesso all’uso improprio di antifungini.

Spazi interdigitali dei piedi

Il cosiddetto eritrasma interdigitale è più diffuso di quanto si creda. Si manifesta tra le dita dei piedi, in particolare tra il quarto e il quinto dito. Le scarpe strette, la sudorazione eccessiva e l’uso prolungato di calze sintetiche sono fattori predisponenti.

Le lesioni sono simili a quelle del piede d’atleta, ma meno umide e pruriginose. Anche in questo caso, la luce di Wood aiuta a distinguere le due condizioni.

Pieghe addominali e glutei

In soggetti con sovrappeso o obesità, le pieghe cutanee addominali, così come quelle interglutee, sono spesso sede dell’infezione. Qui, le macchie si espandono lentamente, accompagnate da lieve desquamazione. Talvolta diventano dolenti, specie se la zona è soggetta a sfregamento continuo.

Zona perianale e perineale

Meno comune, ma da non trascurare. In pazienti anziani, diabetici o allettati, l’eritrasma può svilupparsi nella zona perianale o nel perineo, dove l’umidità prolungata facilita la proliferazione batterica.

Altre localizzazioni atipiche

Anche se raramente, l’eritrasma può comparire in sedi meno classiche come:

  • Collo (nelle pieghe posteriori, soprattutto nei bambini)

  • Retro ginocchia (in soggetti con scarsa igiene)

  • Tra le dita delle mani (molto raro, ma documentato)

Fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza dell’eritrasma

Oltre alla localizzazione, esistono condizioni predisponenti che aumentano la probabilità di sviluppare l’infezione:

  • Iperidrosi, ovvero eccessiva sudorazione;

  • Abbigliamento stretto o sintetico, che ostacola la traspirazione;

  • Scarsa igiene personale, ma anche igiene eccessiva con saponi aggressivi;

  • Obesità, per la presenza di pieghe profonde;

  • Diabete mellito, che altera la barriera cutanea;

  • Climi tropicali o stagioni calde, che aumentano l’umidità cutanea;

  • Sistema immunitario compromesso, per esempio in pazienti oncologici o HIV positivi.

Eritrasma nei bambini: una condizione poco frequente, ma possibile

Nei bambini, l’eritrasma è raro. Tuttavia, può comparire in neonati con dermatite da pannolino, o nei piccoli che vivono in ambienti molto caldi e umidi. Le sedi più comuni sono:

  • Pieghe del collo;

  • Zona sottomento;

  • Ascelle;

  • Inguine.

Anche in questo caso, l’aspetto clinico può trarre in inganno. La diagnosi viene quasi sempre confermata con l’uso della luce di Wood.

Cosa fare dopo la diagnosi? I prossimi passi

Una volta effettuata la diagnosi dell’eritrasma, è fondamentale agire subito con la terapia appropriata. Le forme localizzate rispondono bene agli antibiotici topici, come clindamicina o eritromicina in gel. Nelle forme più estese o recidivanti, si ricorre a terapia orale sistemica.

Oltre alla cura farmacologica, è indispensabile modificare lo stile di vita:

  • Usare biancheria in cotone;

  • Mantenere le zone umide ben asciutte;

  • Cambiare frequentemente abiti e asciugamani;

  • Utilizzare detergenti delicati, preferibilmente antibatterici ma non aggressivi;

  • Ridurre i fattori predisponenti, come l’eccesso di peso o la glicemia non controllata.

Eritrasma: fattori di rischio, possibili complicanze e prognosi

Tra le infezioni dermatologiche più comuni, ma anche tra le meno riconosciute a prima vista, troviamo l’eritrasma. Una condizione che, pur essendo superficiale e generalmente benigna, può diventare un fastidio ricorrente e, nei soggetti predisposti, trasformarsi in un problema cronico.

In questo approfondimento ci concentreremo su tre aspetti centrali per la gestione corretta dell’infezione: i fattori di rischio, le possibili complicanze, e la prognosi dell’eritrasma. Perché sì, conoscerne i meccanismi e l’evoluzione è tanto importante quanto curarlo.

Chi è più a rischio? Tutti i fattori da considerare

L’eritrasma, lo ricordiamo, è causato da un batterio – il Corynebacterium minutissimum – che fa parte del normale microbiota cutaneo. In altre parole, è un ospite abituale della nostra pelle. A volte, però, trova le condizioni giuste per proliferare oltre misura.

Ed è qui che entrano in gioco i fattori di rischio dell’eritrasma: quegli elementi – legati al corpo, all’ambiente o allo stile di vita – che favoriscono lo sviluppo dell’infezione.

1. Sudorazione eccessiva (iperidrosi)

Non c’è dubbio: il sudore è uno dei principali alleati del batterio. Più si suda, più si crea umidità nelle pieghe cutanee. E più l’ambiente diventa caldo e umido, più l’eritrasma trova spazio per svilupparsi. L’iperidrosi è quindi uno dei primi fattori di rischio da considerare, soprattutto in estate o in chi pratica attività fisica intensa.

2. Obesità e sovrappeso

La presenza di pieghe cutanee profonde – tipica nei soggetti sovrappeso o obesi – è un altro elemento determinante. Le pieghe, infatti, trattengono calore e sudore, rendendo la pelle vulnerabile alla proliferazione batterica. L’eritrasma nelle pieghe addominali o glutee è molto frequente proprio in questi casi.

3. Diabete mellito

Il diabete, e in particolare la difficoltà nel controllo glicemico, altera la risposta immunitaria e modifica la composizione della flora batterica. Questo spiega perché molti pazienti con eritrasma soffrono anche di diabete di tipo 2. Non a caso, la compresenza delle due condizioni viene segnalata in numerosi studi clinici.

4. Igiene non adeguata

Curiosamente, sia una scarsa igiene che un’igiene eccessiva possono costituire un fattore predisponente dell’eritrasma. Nel primo caso per ovvie ragioni: accumulo di sudore, sporcizia, e quindi proliferazione microbica. Nel secondo perché l’uso eccessivo di detergenti aggressivi può danneggiare il film idrolipidico della pelle e alterare il microbiota.

5. Tessuti non traspiranti e abiti aderenti

Un dettaglio che spesso si sottovaluta: l’abbigliamento. Indossare vestiti sintetici o troppo stretti ostacola la traspirazione. Questo porta all’accumulo di calore e umidità – due ingredienti perfetti per l’insorgenza dell’infezione. Le zone più colpite? Inguine, ascelle, spazi interdigitali dei piedi.

6. Clima caldo e umido

Chi vive (o viaggia spesso) in zone tropicali o subtropicali sa bene quanto il clima influenzi la pelle. L’eritrasma è molto più comune nei climi umidi, per via della traspirazione continua e della difficoltà nel mantenere la pelle asciutta.

7. Sistema immunitario debole

Ultimo, ma non meno importante, è lo stato del sistema immunitario. Le persone con immunodeficienze, pazienti oncologici, soggetti in trattamento immunosoppressivo o affetti da malattie croniche autoimmuni, sono più esposti a ogni tipo di infezione – eritrasma incluso.

Complicanze dell’eritrasma: cosa succede se non viene trattato?

Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione resti circoscritta e risponda bene alla terapia, ci sono situazioni in cui può peggiorare. Le complicanze dell’eritrasma, fortunatamente non frequenti, sono comunque degne di attenzione.

1. Ricadute frequenti e forma cronica

La recidiva dell’eritrasma è una delle problematiche più comuni. Si verifica quando l’infezione ritorna ciclicamente, spesso con maggiore intensità. Accade tipicamente quando si trascurano i fattori predisponenti o si interrompe la cura troppo presto.

Nei casi di eritrasma cronico, le lesioni possono persistere per mesi, con fasi di riacutizzazione alternati a remissione parziale.

2. Infezione secondaria

Una lesione da eritrasma non trattata, o trascurata, può rappresentare la porta d’ingresso per altri batteri patogeni. Quando questo accade, si parla di sovrainfezione batterica, con comparsa di:

  • secrezione purulenta,

  • dolore localizzato,

  • gonfiore e calore nella zona interessata.

In queste situazioni, il trattamento topico potrebbe non bastare. Serve spesso una terapia antibiotica sistemica e, in alcuni casi, un controllo medico specialistico ravvicinato.

3. Estensione della lesione

Altra possibile complicanza è l’espansione dell’eritrasma a zone adiacenti. Un classico esempio è il passaggio da un’ascella all’altra, o dalla piega inguinale alla regione perianale. Questo avviene per contatto, sfregamento o igiene non corretta.

Se non si spezza il ciclo proliferativo del batterio, l’eritrasma può estendersi, richiedendo cure più lunghe.

4. Dermatite cronica o iperpigmentazione post-infiammatoria

Nei soggetti con pelle scura o sensibile, l’infiammazione prolungata può causare macchie persistenti (ipercromiche) anche dopo la guarigione clinica. In alcuni casi, le zone colpite sviluppano una desquamazione cronica, simile a quella delle dermatosi infiammatorie.

Prognosi eritrasma: come evolve nel tempo?

La prognosi dell’eritrasma dipende da molti fattori, ma nella maggior parte dei casi è positiva. L’infezione non è pericolosa, non è sistemica, e – se diagnosticata per tempo – risponde bene alle terapie.

Fase acuta: risoluzione in 1-2 settimane

Con l’uso corretto di antibiotici topici (eritromicina, clindamicina o fusidico), la maggior parte dei pazienti guarisce entro 7-14 giorni. I sintomi si attenuano progressivamente, e le chiazze scompaiono senza lasciare cicatrici.

Eritrasma recidivante: gestione a lungo termine

Nei soggetti predisposti, la prognosi a lungo termine dell’eritrasma è meno lineare. Le recidive sono frequenti – soprattutto in estate – e richiedono un piano di prevenzione personalizzato.

Questo include:

  • mantenere la pelle asciutta,

  • evitare abiti sintetici,

  • monitorare la glicemia nei diabetici,

  • applicare polveri antibatteriche durante l’attività fisica.

Casi complessi o cronici

Nei casi complicati, la prognosi dipende da quanto si riesce a controllare i fattori predisponenti. L’infezione può durare mesi, diventare ricorrente, o associarsi a forme resistenti al trattamento.

Prevenzione: la chiave per migliorare la prognosi

A volte, la prevenzione è più importante del trattamento stesso. Soprattutto per l’eritrasma recidivante, applicare alcune strategie quotidiane può fare la differenza.

Ecco cosa puoi fare per ridurre il rischio:

  • Lavare e asciugare con cura le pieghe della pelle, specialmente dopo attività fisica o doccia;

  • Utilizzare indumenti traspiranti e comodi, evitando materiali sintetici;

  • Evitare l’uso promiscuo di asciugamani;

  • Mantenere sotto controllo eventuali condizioni croniche, come il diabete o l’obesità;

  • Usare, su indicazione medica, saponi antibatterici delicati o creme preventive.

Trattamenti efficaci e consigli utili per la cura dell’eritrasma

L’eritrasma, per chi non lo conoscesse, è un’infezione cutanea superficiale causata da un batterio — Corynebacterium minutissimum — che tende a colonizzare le pieghe umide della pelle. Magari non lo sapevi, ma è più comune di quanto pensi. E sebbene non sia pericoloso in senso stretto, può diventare un fastidioso compagno di viaggio, specie se sottovalutato o trattato nel modo sbagliato.

In questa guida approfondiremo i trattamenti più efficaci per l’eritrasma e i migliori consigli per la cura quotidiana e la prevenzione delle recidive. Dalla terapia farmacologica ai piccoli gesti quotidiani, qui trovi tutto quello che ti serve sapere per affrontare (e lasciarti alle spalle) questa infezione.

Cos’è davvero l’eritrasma: una breve panoramica prima della cura

Non si tratta di un fungo, e nemmeno di una dermatite. L’eritrasma è una forma di dermatosi batterica, localizzata perlopiù nelle aree dove la pelle si piega e resta umida: inguine, ascelle, sotto il seno, spazi tra le dita dei piedi, e pieghe addominali sono le zone preferite.

Il batterio in questione vive già normalmente sulla nostra pelle. Ma in particolari condizioni — calore, umidità, sudorazione e sfregamento — inizia a moltiplicarsi, generando:

  • Chiazze rosso-brune

  • Superficie liscia, leggermente desquamata

  • Assenza di prurito significativo (in molti casi)

La buona notizia? Si può curare facilmente, ma serve costanza — e un approccio corretto.

Terapie efficaci contro l’eritrasma: cosa funziona davvero

Parlando di trattamenti e consigli cura eritrasma, partiamo da ciò che fa la differenza: la terapia farmacologica. A seconda della forma clinica e dell’estensione dell’infezione, il medico potrà prescrivere:

1. Trattamenti topici (antibiotici locali)

Sono il primo passo in presenza di eritrasma localizzato e rispondono molto bene nei casi lievi o moderati. Si tratta di creme, gel o soluzioni da applicare direttamente sulle lesioni, per un periodo che va da 7 a 14 giorni.

Principali principi attivi:

  • Eritromicina in gel

  • Clindamicina topica

  • Mupirocina

  • Acido fusidico

Attenzione: anche se i sintomi migliorano subito, non sospendere la terapia prima del tempo previsto. Il rischio è quello di avere una ricaduta nel giro di qualche settimana.

2. Antibiotici orali: quando usarli?

Se le lesioni sono estese, recidivanti, o non rispondono bene al trattamento locale, si passa alla terapia sistemica. Gli antibiotici per via orale rappresentano la seconda linea d’intervento nei casi più complessi.

Tra i più utilizzati:

  • Eritromicina (250–500 mg, 2–4 volte al giorno)

  • Claritromicina

  • Azitromicina, soprattutto per cicli brevi (es. 3 giorni)

Sono farmaci efficaci, ma vanno prescritti esclusivamente dal medico, valutando attentamente allergie, interazioni e condizioni generali.

3. Detergenti antibatterici e prodotti coadiuvanti

Un aspetto fondamentale dei trattamenti dell’eritrasma, spesso sottovalutato, è la detersione. Lavarsi non è sufficiente: serve farlo bene, con prodotti adeguati.

I detergenti ideali per l’eritrasma contengono:

  • Clorexidina

  • Benzoil perossido

  • Triclosan

  • Oppure estratti naturali come il tea tree oil

Utilizzarli 1-2 volte al giorno, specie nelle zone colpite, contribuisce a ridurre la carica batterica cutanea.

Consigli per la cura dell’eritrasma a casa: buone abitudini che fanno la differenza

Curare una condizione cutanea non significa solo “spalmare una crema”. La gestione quotidiana dell’eritrasma, soprattutto nei soggetti predisposti, passa da piccoli accorgimenti.

1. Mantieni la pelle asciutta

Dopo la doccia — o dopo qualsiasi attività che comporti sudorazione — asciuga bene le pieghe cutanee, utilizzando asciugamani morbidi e personali. Niente sfregamenti: tampona delicatamente.

2. Scegli con cura cosa indossi

Evita abiti sintetici, aderenti o troppo caldi. Sì a:

  • Cotone

  • Lino

  • Fibre naturali traspiranti

In estate, cambia gli indumenti almeno 2 volte al giorno, soprattutto la biancheria intima.

3. Attenzione al sudore

Se soffri di iperidrosi, valuta soluzioni dedicate:

  • Polveri assorbenti

  • Deodoranti clinici

  • Trattamenti mirati come ionoforesi o botulino, nei casi gravi

Ridurre l’umidità della pelle è uno dei principali consigli per la cura dell’eritrasma a lungo termine.

Rimedi naturali per eritrasma: funzionano davvero?

Molte persone cercano alternative naturali ai farmaci. E, in effetti, alcuni rimedi casalinghi per eritrasma possono svolgere un ruolo di supporto alla terapia medica.

Ecco i più noti:

  • Olio essenziale di tea tree: antibatterico naturale (da diluire sempre).

  • Aceto di mele: usato diluito in acqua, può aiutare a riequilibrare il pH della pelle.

  • Bicarbonato di sodio: utile in pediluvi, per assorbire umidità e attenuare infiammazione.

  • Aloe vera: proprietà lenitive e cicatrizzanti, particolarmente adatta in fase post-infiammatoria.

Nota importante: questi rimedi naturali per la cura dell’eritrasma non sostituiscono i farmaci. Usali con criterio e solo in assenza di controindicazioni.

Zone del corpo da monitorare con più attenzione

Le zone anatomiche preferite dal batterio meritano una sorveglianza costante. Più le conosci, più potrai agire preventivamente.

Le aree più frequentemente colpite:

  • Inguine (soprattutto in uomini e sportivi)

  • Ascelle

  • Pieghe sotto il seno

  • Spazi interdigitali dei piedi

  • Regione perianale e pieghe addominali in soggetti obesi

In queste zone, la prevenzione è già una forma di trattamento.

Come prevenire l’eritrasma: consigli per non farlo tornare

L’eritrasma recidivante è un problema serio, che richiede più di un ciclo di crema antibiotica. Ecco perché una parte essenziale dei trattamenti e consigli per la cura dell’eritrasma è la prevenzione.

Strategie preventive chiave:

  • Mantieni il peso forma (riduci le pieghe cutanee)

  • Controlla il diabete e altre condizioni predisponenti

  • Evita la condivisione di asciugamani

  • Asciugati con cura dopo ogni bagno o doccia

  • Valuta l’uso periodico di detergenti antibatterici delicati

  • Usa biancheria intima traspirante e cambia spesso i capi a contatto diretto con la pelle

E se l’eritrasma torna comunque? Potrebbe essere utile un trattamento intermittente preventivo, da concordare con il dermatologo.

Domande frequenti su trattamenti e cura dell’eritrasma

Posso trattare l’eritrasma da solo?

Solo se è lieve e già diagnosticato. Ma è sempre meglio avere una conferma medica, anche solo tramite esame con luce di Wood o tampone cutaneo.

Quanto dura la terapia?

In media 7-14 giorni, ma può variare. Segui sempre il piano indicato dal medico, senza sospendere al primo miglioramento.

L’eritrasma è contagioso?

Poco, ma lo è. L’igiene personale — e quella degli oggetti usati (asciugamani, lenzuola) — è fondamentale.

Quali errori evitare?

  • Usare antimicotici (non servono, l’infezione è batterica)

  • Usare cortisonici senza prescrizione

  • Ignorare l’igiene quotidiana

  • Non asciugare bene le aree umide

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Condividi questo articolo:

Le informazioni su questo sito sono puramente informative e non costituiscono una diagnosi o prescrizione medica. Non sostituiscono il rapporto diretto con il medico o una visita specialistica. È consigliabile consultare sempre il proprio medico o specialisti riguardo a qualsiasi indicazione riportata. Per dubbi sull’uso di farmaci, contattare il medico curante. Leggi il disclaimer completo.

Benvenuto su istituto salute

Ti invitiamo a scoprire di più sui nostri percorsi e a leggere il nostro blog per ulteriori consigli sulla salute.

Visita il nostro sito e inizia il tuo viaggio verso il benessere con Istituto Salute!

Pubblicazioni recenti

Nevo epidermico: Cos’è, Sintomi e Trattamenti
31/08/2025
Cicatrici ipertrofiche: Cosa Sono e Come Curarle
31/08/2025
Malattia di Paget: Sintomi, Che cos’è?
31/08/2025

Contatti

clicca qui per scriverci via mail
Via Giovanni Battista Sammartini, 29

© Copyright Istituto Salute

  • Su di noi
  • Cookie
  • Disclaimer
Questo sito utilizza Cookies